Lo confesso: alla prima sera negli Stati Uniti d'America ho ceduto a Mc Donald's!
Non perché morissi dalla voglia di gustare un Big Mac o perché l'aria di Washington DC mi abbia già mcdonaldizzato... Il fatto è che in una città nuova, così diversa da quelle a cui sono abituato, non è stato facile trovare un posto dove andare a mangiare. E allora, di fronte al disorientamento provocato dal primo impatto, cosa c'è di meglio di una multinazionale?
Ahimè, queste corporations hanno il grande vantaggio di essere uguali in tutto il Mondo e l'istinto ci porta a fidarci più di una cosa che conosciamo che di una cosa ignota. Io lo so che Mc Donald's ha schifo, è malsano e insapore. Però ce n'è uno nella piazza principale della mia città, lo vedo sempre, vedo la gente che ci mangia, so cosa ci si mangia e come chiederlo.
La prima sera è andata così e ora che dei nuovi amici mi hanno indicato qualche posto dove andare a mangiare non accadrà più che sarò costretto a rifugiarmi dietro le famosa M gialla.
Nel mia pancia credo non siano rimaste più tracce di Big Mac, ho anche bevuto un tè verde oggi pomeriggio. Per ripulire anche la coscienza, vi segnalo un po' di siti dove trovate tutti i buoni motivi per non andare da Mc Donald's.
www.tmcrew.org/mcd
McNudo
FILCAMS Cgil
mcspotlight (in inglese)
Riporto una parte di un interessante post del blog di Jacopo Fo.
L'azienda e' leader nella distribuzione delle banane negli Stati Uniti d'America dove e' anche tra i maggiori finanziatori dei partiti statunitensi (nel 2002 ha speso 25mila dollari interamente versati al partito Repubblicano).
Con 2,3 miliardi di dollari di fatturato e circa 30.000 dipendenti tra permanenti e stagionali (anno 2002, fonte: Guida al Consumo critico) controlla il 25% del mercato mondiale della banana (provenienza Centro America e Ecuador)."
E' coinvolta in tutto. Intrighi internazionali, scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato. Utilizza massicce quantita' di pesticidi, erbicidi e insetticidi. Approfitta della sua posizione di potere per imporre prezzi molto bassi alle aziende agricole da cui si rifornisce. Nel 1994 il sindacato SITRAP ha denunciato l'esistenza di squadre armate all'interno delle piantagioni in Centro America e in Ecuador.
I lavoratori sono sottopagati, senza alcuna assistenza medica. Le attivita' sindacali sono represse talvolta con la forza.
Mi sveglio presto per sbrigare delle cose e a darmi il buongiorno trovo un biglietto di mia madre "La mia macchina non è partita, ho preso la tua".
I pensiero: "Nooo!!! E mo' che faccio?!"
II pensiero: "E se prendessi l'autobus?"
III pensiero: "Posso andare in bici... Ma è lontano, è fuori città, mi ci vorrà tutta la mattina, arriverò sudato e con l'affanno..."
IV pensiero: "Ma siiiì, posso andare in bici! Vado in bici!"
Esco intorno alle 10.
Pedalo, attraverso il centro... Faccio la prima cosa.
Riparto, ora si va fuori città, non molti chilometri... A un incrocio c'è un signore anche lui in bici. Lo supero e vado avanti. Dopo qualche metro mi raggiunge di nuovo e mi grida qualcosa tipo "65 anni e guarda come ti sorpasso".
Poi però rallenta un po', mentre io tengo la mia pedalata. Lo supero ancora e lo guardo sorridendogli. Mi urla ancora "Vai, vai che sei giovane!!"
Lo lascio dietro di pochi metri e poi rallento: sono arrivato. Mi raggiunge e mi giro a salutarlo con la mano. "Ciao, ciao! Buon lavoro..." mi augura mentre continua a pedalare.
Questo è il racconto breve della mia mattinata. Ecco come avrebbe potuto essere senza l'imprevisto iniziale: "Mi alzo, faccio colazione, mi lavo e mi vesto, scendo da casa, prendo la macchina. Sbrigo le mie cose. Torno a casa".
...a volte "boicottare le multinazionali del petrolio" può essere anche piacevole...
PS:
1) tempo impiegato: poco più di un'ora
2) fiatone andata da 1 a 10: 1
3) sudore andata da 1 a 10: 1
4) fiatone ritorno da 1 a 10: 4
5) sudore ritorno da 1 a 10: 2
Abbiamo già parlato di Esso e Total. Oggi aggiungiamo alla lista dei benzinai sconsigliati due altre compagnie: la Shell e la "nostra" Agip. Ho fatto un po' di ricerche e sulle altre compagnie non ho trovato niente: non è poi tanto difficile escluderne quattro e fare benzina dalle altre...
La Shell prende il "suo" petrolio dalla Nigeria. La comunità Ogoni è la principale vittima di questa attività: le sue terre, le sue acque e la sua aria sono irrimediabilmente e mortalmente inquinati dagli stabilimenti Shell. Nel 1995 Ken Saro Wiwa e altri otto militanti per i diritti umani che si battevano contro lo sfruttamento della Shell sono stati condannati a morte e giustiziati.
Le repressioni continuano ancora oggi, e anche l'Agip è coinvolta: "presta elicotteri e navi all'esercito per operazioni di repressione all'interno delle comunità. Squadre paramilitari assoldate dalle compagnie petrolifere seminano il terrore nei villaggi". "Per quanto riguarda l'impatto ambientale, Agip è conosciuta come la peggiore delle compagnie petrolifere del delta del Niger" (per i dettagli Carta settimanale).
Le popolazioni del Delta del Niger non ricevono alcun beneficio dai profitti che la Shell fa grazie alle loro terre. La loro battaglia continua e continua anche la repressione feroce contro di loro.
Ogni tanto ci arriva la notizia che i guerriglieri hanno rapito qualche occidentale, sono stati rapiti anche italiani in quelle zone. L'intero nostro Paese era in apprensione per le sorti dei tecnici italiani nelle mani dei feroci guerriglieri...
Eppure la soluzione è semplice: basterebbe rispettare i diritti di quelle popolazioni, fare in modo che abbiano ciò che spetta loro, non lasciare che muoiano di fame e inquinamento mentre una multinazionale fa enormi profitti grazie alle loro risorse naturali.
Qui trovate un dettagliato rapporto di Amnesty International sulla situazione in Nigeria.
Sul sito Peacelink.it tutte le informazioni sulla campagna di boicottaggio della Shell.
Il web è pieno di informazioni su queste vicende. Su tutti vi segnalo il sito di Human Rights Watch e in particolare questo articolo.
Oggi parliamo di cioccolata, caramelle, latte per bambini, dolcetti squisiti, gustosi gelati... Parliamo di una multinazionale che da sempre sostiene alcuni fra i peggiori regimi del Mondo (il Sudafrica dell'Apartheid e oggi la Birmania) e fa uso indiscriminato di esperimenti sugli animali.
Parliamo della Nestlè, multinazionale svizzera che oggi detiene gran parte del mercato agroalimentare e che negli anni ha acquisito aziende anche in altri settori, come la cosmesi.
Sarà per redimersi dai suoi peccati che la Nestlè regala alle madri cilene o nigeriane il suo latte in polvere? Sarà per questo che la Nestlè fa dono del suo prezioso latte agli ospedali di tutto il Mondo? Niente affatto! Lo fa perché se una madre non inizia subito ad allattare il neonato perde il latte ed è costretta ad utilizzare quello in polvere: e a venderglielo ci pensa la Nestlè!
In Nigeria i bambini venivano allattati fino ai 4 anni, oggi nel 70% dei casi sono allattati fino ai 4 mesi. Spesso i bambini sono denutriti, anche perché le famiglie non hanno abbastanza soldi per comprare il latte e rispettare le dosi consigliate. D'altra parte, il latte materno è gratuito e molto più sano!
Il diffondersi del latte in polvere in molti Paesi in via di sviluppo è sono stato causato dal marketing irresponsabile di multinazionali come la Nestlè.
Secondo l'UNICEF, ogni anno muoiono un milione e mezzo di bambini perché non sono allattati al seno.
Si potrebbe continuare a lungo a descrivere i misfatti di Nestlè, ma vi rimando ai siti dedicati alla campagna di boicottaggio (italiano - inglese). Qui riporto un elenco dei principali prodotti Nestlè: sono tanti, ma se ci pensate bene nessuno è indispensabile e c'è sempre un'alternativa...
- Caffè, tè, solubili: Nescafè, Orzoro, Nesquik, Cappuccino, Nestea
- Dolci e caramelle: After Eight, KitKat, Galak, Lion, Alemagna, FruitJoy, Gran Dessert, Motta, Perugina, Polo, Smarties
- Pasta e riso: Buitoni, Pezzullo, Curtiriso, Bella Napoli
- Surgelati: Surgela, Mare fresco, Valle degli Orti
- Gelati: Motta, Alemagna, Antica gelateria del corso, McDonald's McFlurry
- Acqua: Acqua Vera, S. Bernardo, S. Antonio, S. Pellegrino, Perrier, Claudia, Panna, Pejo, Levissima, Lora recoaro
- Soft drinks: One-O-One, Chinò, Aranciata S. Pellegrino, Acqua Brillante Recoaro, Beltè, Gingerino Recoaro, Nestea, Nestè, Sanbitter
- Formaggi, latticini: Locatelli, Fiorello, Fruttolo, Formaggino Mio, LC1
- Cibi per animali: Arthur's, Bakers, BETA, Bonio, Felix, Friskies, Go-Cat, Go-dog, Gourmet One, Pro Plan, Purina, Spiller's, Vital Balance, Winalot
- Cioccolato: Perugina, Baci, Nestlè
- Brodo: Maggi
- Cosmetici: L'Oreal, Lancome, Garnier, Body Shop, Helena Rubenstein, Maybelline
- Varie: Diger Seltz
Se siete in auto e dovete fare benzina e, da bravi lettori di questo blog, non vi fermate a farla alla Total, non vi venga in mente di fermarvi alla Esso! Piuttosto restate a secco e proseguite a piedi. La Esso (o Exxon o Mobil) è oggetto di una campagna internazionale di boicottaggio, perché:
- è una delle principali sostenitrici e beneficiarie dell'economia di guerra di Bush;
- ha sempre cercato in ogni modo di sabotare i trattati sulla riduzione dei gas serra;
- finanzia ricerche "scientifiche" che hanno come unico fine quello di sminuire la rilevanza dei cambiamenti climatici e sostiene gruppi che vengono pagati per essere scettici sulla gravità della situazione ambientale;
- fa parte della lobby Arctic Power, che ha come obiettivo quello di consentire le trivellazioni nell'Arctic National Wildlife Refuge.
Sono rimasto colpito dalla scarsità di informazioni che si trovano in rete in italiano (o non sono stato io abbastanza bravo a cercarle?). Le informazioni più aggiornate risalgono al 2003. Ho anche scritto a Greenpeace Italia (una delle associazioni promotrici del boicottaggio) per saperne qualcosa in più.
In attesa di una risposta, vi segnalo qualche link in inglese:
Ancora sulla Birmania
Torno brevemente a parlare del tema con cui ho aperto questo blog: la Birmania.
In un articolo apparso sul giornale inglese "The Guardian" e riportato da Internazionale di questa settimana, George Monbiot scrive:
Se, come me, avete assistito con sgomento alla repressione delle proteste chiedendovi cosa potevate fare, vi suggerisco di boicottare le imprese che hanno rapporti con la Birmania. Questo non basterà a far cadere il regime. Ma ridurrà le sue fonti di guadagno [...]
Trovate la versione originale dell'articolo sul sito del Guardian, con il titolo "If you want to support the monks, then call Gary Player to account".
La traduzione in italiano a pagina 23 di Internazionale n. 713 del 5/11 ottobre
Vi ricordo che le principali aziende con interessi in Birmania sono Total Oil, 3 Mobile, Lonely Planet.
Aung San Suu Kyi, leader del movimento per la democrazia in Birmania, ha definito la TOTAL "la più grande sostenitrice del regime militare".
Quella contro la TOTAL è la più grande campagna internazionale mai organizzata contro una compagnia con interessi in Birmania.

